pagina iniziale
 G i o r g i o   R i g o n

"LEGGERE FOTOGRAFIE, EVOCARE STORIA."
- riflessioni su alcune fotografie di un'area logistica militare -


      Se la storiografia militare è ricca di relazioni sugli organici delle Unità, sugli eventi bellici della "prima linea" e sulla loro interpretazione, più o meno obiettiva, non altrettanto è generosa nell'informarci su quanto avveniva nelle retrovie e nelle aree di schieramento dei supporti logistici.
Copertina della monografia
      Le fotografie dell'archivio "Furio Del Furia" di Fogliano della Chiana (Arezzo) (1) sono state scattate nel biennio 1916-1917, la raccolta conserva un nucleo di diverse provenienze coeve che suscita sorpresa e riveste particolare interesse poiché ci parla dell'aspetto meno conosciuto della realtà operativa della “Zona Carnia”: quello dell'ambiente umano e geo-topografico ove erano dislocate le unità tattico-logistiche più arretrate, destinate a sostenere gli sforzi difensivi ed offensivi di quelle schierate sulla displuviale delle Alpi Carniche, dal Monte Peralba al Monte Rombon.
Trattrici di artiglieria parcheggiate nell'area di una masseria.
      Il settore denominato "Zona Carnia", era presidiato da una Grande Unità non organica a livello Corpo d'Armata, strutturata su trentuno battaglioni, di cui ventiquattro Alpini, e supporti vari d'Artiglieria, Genio, Motorizzazione ecc., al comando del Generale Clemente Lequio. Detta zona costituiva anello di congiunzione tra la 4^ Armata del Cadore e la 2^ dell’Isonzo.
      L'interpretazione delle fotografie di quest'archivio consente, a noi lettori attenti, d'intraprendere un percorso di conoscenza inverso a quello della logica storiografica; infatti anziché condurre le nostre riflessioni iniziando dai fatti d'arme condotti dalle forze contrapposte sulla linea di contatto (displuviate delle Alpi), per concludere con qualche cenno sulla zona arretrata, siamo invitati a fare partire la lettura dalle immagini delle retrovie, per poi collegarci idealmente agli eventi più noti della prima linea.
Affusto di artiglieria.
      Sappiamo che l'organizzazione e l'attività logistica nella "Zona Carnia" fu un capolavoro di pianificazione che divenne modello anche le Forze Armate delle potenze alleate. In essa fu realizzata una fitta rete stradale ed alcune linee ferroviarie a scartamento ridotto (in particolare la ferrovia Carnia-Villa Santina) per le esigenze di rifornimento alle truppe avanzate, tutte schierate nelle zone più impervie delle Alpi Carniche.
Laboratorio di minuto mantenimento.
      La conferma di questa studiata operazione logistica ci viene anche da alcune fotografie che riprendono la poderosa galleria paravalanghe realizzata in corrispondenza del Passo della Morte (alta Valle Tagliamento) e dalle molte fotografie che raffigurano soldati, attrezzature del Genio, autoreparti e unità trattrici d’artiglieria, accantonati presso masserie nell'Alta Valle Tagliamento e nella valli del Degano, del But e del Fella.
la galleria del Passo della Morte, Alta Valle Tagliamento.
       L'aspetto singolare di queste immagini è che, nelle aree rurali requisite e ristrutturate in funzione delle esigenze dei diversi reparti, i militari e le famiglie dei montanari hanno continuato a convivere in buona armonia, come testimoniano le numerose fotografie di ufficiali e soldati che cavalcano quadrupedi e motociclette di proprietà dei loro civili ospiti, essi pure fotografati amichevolmente.
Carretta leggera del Reparto Trattrici.
Ufficiali del Reparto Genio.
       Appare, inoltre, che diversi aerei leggeri da ricognizione figurano, con il loro pilota, su piste d'atterraggio occasionali e speditive, sottratte temporaneamente all'agricoltura ed alla pastorizia locale.
      Non vi furono evacuazioni, né profughi fino all'autunno del `17, quando la rotta di Caporetto costrinse tutti all’esodo.
      
Scafi del Genio Pontieri per ponti di barche.
      Il nostro pensiero va ai caposaldi avanzati ai quali una siffatta organizzazione doveva garantire la costante e tempestiva catena dei rifornimenti. Lassù, oltre i duemila metri dei monti Pal Piccolo, Pal Grande, Freikofel, difesi, persi e riconquistati tra il 1915 ed il 1917 dagli Alpini, dai Fanti e dalle Guardie di Finanza, dovevano arrivare armi, munizioni e viveri e, laddove non arrivavano i mezzi meccanici, le salmerie e le teleferiche, intervenivano le mille Portatrici Carniche, volontarie, generose e forti donne delle tre valli che, sull'esempio dell'eroica Maria Plozner Mentil, si erano riunite in un Corpo di Ausiliarie, garantendo quotidianamente rifornimenti e conforto morale ai combattenti della prima linea.
Portatrici carniche.
      Allorquando, dalla lettura di semplici fotoricordo, scaturisce lo stimolo a proiettarci idealmente verso le zone calde del fronte ed agli episodi più eroici delle vicenda patria, vuol dire che l'opera fotografica trascende il valore privato per assumere valenza storiografica.
Gen. Giorgio Rigon - gi.rigon@virgilio.it

Bressanone, maggio 2008
(1) Le fotografie che illustrano questa breve evocazione storica sono tratte dall'Archivio del Comune di Foiano della Chiana (AR), (ad eccezione di quella dedicata alle Portatrici Carniche che fa parte di un archivio privato), e sono pubblicate nel volume "1918-2008 immagini di guerra dagli archivi ai conflitti contemporanei", ed. 2008, Città di Castello (PG).